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Non nascondiamoci: i veneti si sa non brillano certo per proprietà di linguaggio ed uso corretto della lingua italiana. Siamo grandi lavoratori e ci eleviamo per inventiva ma dobbiamo senz'altro aggiornare e ampliare il nostro vocabolario. Al liceo l'insegnante di latino si lamentava spesso dicendo che in Veneto ci si esprime usando circa 200 vocaboli e utilizzando soltanto il presente, l'imperfetto e il futuro dei verbi. Non lasciamoci sconfortare e cerchiamo di smentire la mia pedante insegnante arricchendo il nostro lessico quotidiano. Confrontiamoci con alcuni errori che spesso ricorrono nei colloqui o peggio negli scritti.
  • Vediamo i verbi:
Speravo che mi dassi una mano per il trasloco. Oppure speravo che mi dessi una mano per il trasloco?
Ieri è piovuto oppure ieri ha piovuto? 
Il participio passato di cedere è ceduto. E di soccombere?
  • Attenzione alle doppie:
Raggiungerai certamente l'obiettivo... o l'obbiettivo?
Guardiamo l'orizzonte.. o l'orrizzonte? 
Un Prosecco eccezionale o eccezzionale?
  • Un'occhiata alla grafia corretta:
Giro la città in cerca di casa e mi fermo di fronte ad ogni cartello “Affittasi appartamenti”... o si scrive “Affittansi appartamenti”? 
Sono stata a vedere la mostra sugli Atzechi. O gli Aztechi? 
Mia figlia è diventata vegetariana. O vegetaliana? 
Spero di prendere la sufficienza. O la sufficenza. 
Mi piacciono tanto le ciliegie. O le ciliege? 
Chissà se chi vive sull'Altopiano sa che in realtà si dice Altipiano... o è il contrario?!
  • Infine gli accenti:
Impresa édile o edìle?
Mòllica o mollìca di pane? 
Cosmopolìta o cosmopòlita? 
Pùdico o pudìco?

Ma in questa sezione possono entrare anche modi di dire? Non vorrei uscire dal seminario... O dal seminato?

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